Napoli, Ancelotti: "Stop alle gare se ci sono insulti dagli spalti"


FIRENZE – Il bello e soprattutto il brutto del calcio del Belpaese, visto da chi professionalmente ha potuto toccare con mano anche la situazione che si vive negli altri principali campionati europei. A fare il punto della situazione è infatti Carlo Ancelotti, attuale tecnico del Napoli, che nel recente passato ha guidato però Chelsea, Paris St Germain, Real Madrid e Bayern Monaco, entrando nella ristretta cerchia di allenatori capaci di vincere il titolo in quattro paesi diversi (ovvero Italia, Inghilterra, Francia Germania).

ANCELOTTI: "FERMARE PARTITE SE CI SONO INSULTI DAGLI SPALTI" – "In Italia, a livello di cultura siamo indietro, pensiamo ancora che una partita di calcio sia una battaglia, invece è un evento e la maleducazione non deve più entrare – sottolinea il 59enne tecnico di Reggiolo ripercorrendo le sue esperienze all'estero nel dibattito tecnico tra gli allenatori all'Auditorium di Coverciano, in occasione della Panchina d'Oro, tradizionale riconoscimento al miglior allenatore della passata stagione che tra l'altro chiuderà le celebrazioni per i 120 anni della Figc -. E' difficile se non impossibile essere insultati in Inghilterra, mentre in Francia non c'è la passione che c'è in Spagna e in Italia, la gente non è così coinvolta e appassionata. In Spagna c'è rivalità forte tra Barca e Real ma non la maleducazione che c'è negli stadi italiani, ora abbiamo un vantaggio si possono sospendere le partite. Si è fermata per la pioggia e si possono fermare anche se si insulta, si può fare e penso che lo faremo".

"CALCIO ITALIANO PIU' AVANTI SUL PIANO TATTICO" – Tra i temi affrontati anche quello delle difficoltà tattiche all'estero. "L'aspetto tattico è l'aspetto più carente delle squadre straniere. A livello soprattutto difensivo trovi squadre e giocatori che hanno meno conoscenze. Il calcio italiano rimane ancora molto competitivo sotto l'aspetto tattico ed è molto considerato. Il calciatore e l'allenatore italiano ha più conoscenze proprio per l'esperienza che gli viene dal campionato italiano dove giochi con sistemi diversi", ha aggiunto Ancelotti, che ha spiegato come abbia "imparato molto in Inghilterra". "Ho trovato una metodologia di lavoro diversa, erano già abituati a fare un lavoro combinato tattico e fisico e mi sono aperto ed ho iniziato a lavorare così. Il problema può essere la lingua, non la comunicazione tecnica ma il discorso motivazionale, mostrare le emozioni: da quel punto di vista perdiamo, in un paese straniero, qualcosa, non hai una comunicazione diretta e immediata. Dove sono più avanti? Ora c'è tendenza a giocare a calcio, non c'è più differenza, il calcio si è globalizzato, sono più avanti di noi nelle strutture e a livello ambientale".

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Mario Calabresi Sostieni il giornalismo Abbonati a Repubblica

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