Champions, la Spagna domina l'Italia: ma il 7-1 viene da lontano




ROMA – Non ci volevano i sette gol di Real Madrid e Barcellona per stabilire che il calcio spagnolo è superiore a quello italiano. Se vincono la Champions League da quattro anni e possono permettersi di vendere e comprare giocatori a cifre assurde (Neymar al Psg per 222 milioni e Coutinho al Barcellona per 180) la superiorità del calcio spagnolo è ormai scolpita nel marmo, una legge divina imposta non solo al football italiano ma addirittura a quello inglese, tedesco e francese che hanno club con giocatori straordinari. E che noi non ci possiamo più permettere. Inutile ripercorrere le tappe di una superiorità costruita negli anni col genio, lo spettacolo e anche troppi soldi (Messi guadagna da solo un po' meno di tutta la Roma intera), non c'erano moltissime speranze di andare oltre dopo un improvvido sorteggio che imponeva alle due squadre superstiti i club migliori e più forti al mondo.

La realtà è che non si può fare di tutta l'erba un fascio e bisogna distinguere. Anzitutto, e come premessa, non si possono tenere sullo stesso piano la batosta dell'esclusione dell'Italia dai Mondiali e l'ormai quasi certa eliminazione di Juve e Roma dalle semifinali. Detto che la batosta azzurra è sicuramente la fotografia di un sistema malato e in affanno, va ricordato che sul crac dell'Italia ci furono responsabilità tecniche enormi. Che già nelle sconfitte che preludono all'eliminazione quasi certa di Juve e Roma sono almeno inferiori e non così condizionanti. I due pesantissimi ko inoltre sono arrivati ai quarti di finale quando ormai si è già messo piede nell'élite europea. Insomma siamo su due livelli diversi, Roma e Juve non sono state fatte fuori dalla Svezia, ma dalla Spagna. Per quanto la Spagna abbia sempre costretto l'Italia allo spareggio e dunque abbia di fatto indirizzato la nazionale verso l'uscita dal mondiale. Ma c'è differenza, eccome.

E ancora Allegri, per quanto criticato e criticabile sulla formazione mandata in campo contro il Real Madrid, è stato fatto fuori da Cristiano Ronaldo, fuoriclasse che se la vede faccia a faccia con Messi. La Juventus è sicuramente in una fase di fatale involuzione e sull'orlo di una pesante ristrutturazione tecnica che può andare da Buffon a Higuain e Dybala, ma è pur sempre il club italiano almeno più affidabile a livello europeo. Ciò non toglie che avrebbe dovuto e potuto fare di più, e che la mancanza di un grande successo internazionale da oltre venti anni a questa parte sia ormai veramente un'ossessione. È un buco quasi incomprensibile nella storia bianconera.

Per la Roma i quarti di finale in Champions League sono stati da soli già un successo. Contro il Barcellona ha giocato da vittima predestinata, nessuno le chiedeva imprese impossibili, ma solo un calcio dignitoso. E Di Francesco ci è riuscito, pagando però dazio per degli autogol assurdi e un paio di decisioni arbitrali che un normalissimo Var avrebbe certamente riveduto e corretto. Non è un alibi in assoluto, ma non si può nemmeno non tenerne conto. Oggi tanti campioni come quelli che giocano in Spagna e nei grandi club internazionali non ne abbiamo e non c'è nemmeno la prospettiva di poterne ingaggiare qualcuno, ma solo l'azzardo di doverne costruire qualcuno in casa. Vedi Dybala, con i rischi e gli inconvenienti che ne susseguono. Non abbiamo alcuna certezza per il futuro se non quella di un lento e progressivo miglioramento del nostro calcio con provvedimenti e investimenti seri e ragionevoli. Ma difficilmente possiamo pensare di poter stravolgere certe gerarchie di punto in bianco. 

Discutere oggi della superiorità del calcio spagnolo è dunque la semplice rilettura di una storia che conosciamo troppo bene. Non è detto però che questa superiorità debba poi durare così a lungo. C'è sempre il sottile dubbio che una volta esaurita la parabola di Messi e Cristiano Ronaldo qualcosa inevitabilmente cambi. Nel destino dell'inarrivabile calcio spagnolo e per riflesso anche nel nostro. Nell' impossibilità di raggiungere il paradiso, possiamo almeno sperare che il paradiso si avvicini alla terra.

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